Sale operatorie: aumentare l’efficienza e la marginalità degli interventi è possibile anche con piccoli investimenti. Mettiamo a confronto alcune esperienze nazionali ed internazionali.

 

La Fondazione Poliambulanza di Brescia ha recentemente inaugurato il suo nuovo blocco operatorio polifunzionale, 10 sale operatorie dotate delle più moderne tecnologie e sistemi robotici di ultimissima generazione. L’integrazione della sala con un sistema di distribuzione video in fibra ottica mette a disposizione dell’equipe chirurgica la completa visione di tutto il campo operatorio e dei dati clinici del paziente, mentre la semplice pressione di un dito sui nuovissimi schermi touch screen consente la regolazione degli apparecchi elettrobiomedicali e delle luci.

Un investimento totale da 40 milioni di euro (se consideriamo anche la nuova unità di terapia intensiva) che aumenterà la qualità e l’efficienza in particolare degli interventi chirurgici in laparoscopia, che potranno essere applicati in un numero superiore di casi con evidenti benefici nel processo di riabilitazione del paziente. Un migliore coordinamento dell’equipe di sala operatoria comporterà la riduzione degli errori, degli sprechi e velocizzerà le procedure.

Si tratta di uno splendido esempio di come le strutture sanitarie private italiane abbiano compreso molto bene l’importanza dell’investimento in innovazione, sia inteso come approccio alle nuove tecnologie disponibili sia come abbattimento della resistenza al cambiamento a favore di nuovi processi, per migliorare la qualità dei servizi offerti.

Ma raggiungere questi obiettivi è possibile solo con investimenti di grandi dimensioni?

Per rispondere alla domanda facciamo riferimento ad un interessante studio svolto dal gruppo inglese Ramsay Health Care. Le continue segnalazioni provenienti dalle sale operatorie riguardo l’eccessivo spreco di prodotti, le problematiche relative al tempo di preparazione e pulizia della sala nonché la presenza di troppi articoli confezionati singolarmente, hanno portato il gruppo ospedaliero ad identificare una criticità rilevante nell’utilizzo dei set procedurali generici negli interventi chirurgici e ad attivarsi per trovare una soluzione.

L’obiettivo dello studio è stato, di conseguenza, capire se e come il passaggio dal consolidato utilizzo di set procedurali generici (specifici per intervento ma utilizzati in più strutture) verso l’utilizzo di set procedurali personalizzati (specifici sia per intervento che per la singola struttura) potesse, non solo risolvere le criticità individuate, ma anche generare dei risparmi per aumentare la marginalità dell’intervento.

I risultati emersi hanno evidenziato come, nonostante un investimento iniziale superiore rispetto all’utilizzo dei set procedurali generici, l’utilizzo di quelli personalizzati generassero nel medio periodo significativi risparmi e una netta riduzione degli sprechi. In particolare, come riportato dai grafici, negli 8 ospedali del gruppo sono stati risparmiati oltre 96.000 pezzi per un valore economico di 56.000 euro all’anno.

Riduzione annuale spreco componentiRiduzione annuale quantità di rifiuti

Un altro esempio virtuoso ed interessante da analizzare riguarda il Nostro Bel Paese: parliamo della ASL Lanciano-Vasto-Chieti, che affronta il tema del risparmio collegato all’utilizzo di set procedurali per gli interventi di laparoscopia.

In questo caso, l’obiettivo dello studio non è stato un confronto tra tipologie di set procedurali diversi come nel caso del gruppo Ramsay Health Care (set generici vs set personalizzati), bensì l’analisi del risparmio di tempo di pulizia, preparazione della sala operatoria e gestione dei materiali al fine di ottimizzare la produttività aumentando il numero di interventi. Inoltre è stata esaminata la riduzione degli sprechi e degli errori con e senza l’utilizzo dei set procedurali.

In particolare sono stati considerati nello studio:

  • Set Protesi Anca
  • Set Carotide
  • Set Cesareo
  • Set Cardiochirurgia
  • Set Tiroide

I risultati ottenuti, come da tabella sotto, sono stati decisamente convincenti.

Risparmi totali nel processo di gestione dei materiali a seguito dell'introduzione di set procedurali
Risparmio totale sui processi di gestione dei materiali + 4.586 ore/anno
Incremento potenziale numero di interventi  + 1.505 interventi/anno
Riduzione articoli da gestire singolarmente  - 134.096 articoli/anno 
Riduzione rifiuti singole confezioni - 161.410 kg/anno 
Riduzione confezioni da smaltire - 685,52 kg/anno 

 

Se volessimo potremmo trasporre questo significativo risultato in una struttura sanitaria privata e quantificare in termini di maggiori ricavi potenziali i circa 1.500 interventi chirurgici in più che si potrebbero fare a seguito del risparmio di tempo guadagnato; moltiplicando questo dato per la tariffa o per il rimborso previsto per ogni intervento otterremmo una cifra sicuramente interessante per qualsiasi struttura.

In conclusione, abbiamo visto come sia determinante per una struttura sanitaria privata investire in innovazione (sia tecnologica che di processo) per poter migliorare la qualità del servizio offerto e per generare risparmi a vantaggio di una migliore marginalità degli interventi chirurgici. Abbiamo quindi confrontato alcune diverse esperienze sia nazionali che internazionali, investimenti tecnologici per la Fondazione Poliambulanza di Brescia ed innovazioni di processo per il gruppo Ramsay Health Care e l’ASL Lanciano-Vasto-Chieti, evidenziando come si possano raggiungere risultati significativi anche con investimenti di piccola dimensione, per esempio la semplice adozione di set procedurali negli interventi chirurgici che portano a significativi risparmi di tempo e denaro.

 


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