Ricerca e Sviluppo del settore farmaceutico in Italia

 

Il panorama dell’industria farmaceutica italiana scommette sull’innovazione consapevole della crescente importanza strategica.

Dal lato della produzione, l’industria farmaceutica italiana è cresciuta del +5% rispetto al 2014, raggiungendo i 30,1 miliardi.
Nel panorama europeo il nostro Paese infatti si attesta secondo produttore con un distacco minimo dalla Germania, leader della classifica.
L’export si rivela sempre più motore della crescita che rappresenta, nel 2015, ben il 73% del valore della produzione posizionandosi subito dopo la meccanica e il settore automobilistico.
Le ripercussioni sull’intero sistema non possono che essere positive: le assunzioni sono aumentate del 19% per un totale di 63.500 addetti e 6.000 ricercatori.

Nonostante il nostro non sia uno dei terreni più fertili per la ricerca, l’industria italiana raggiunge comunque buoni risultati grazie ad un aumento del 15% degli investimenti negli ultimi due anni ed un +54% sui brevetti del 2015. L’Italia vanta inoltre vere e proprie eccellenze nel biotech con un 89,5% di imprese innovative sul totale. La ricerca svolta nel bel paese, specializzata su biotecnologie, vaccini ed emoderivati, ha visto crescere gli investimenti del 15% in 2 anni con un risultato di oltre 300 prodotti. L’eccellenza italiana è notevole anche nelle terapie avanzate e malattie rare (30 % di studi clinici sul totale in Italia) tanto da essere l’artefice del primo farmaco, per il trattamento di una rara malattia della cornea, a base di cellule staminali approvato.

I primati italiani

  • Gli investimenti R&S sono aumentati del 15 % negli ultimi due anni;
  • Le domande di brevetto solo aumentate del 54 % nel 2015 (rispetto ad una media internazionale del + 10%)
  • Con l’1.1% dei ricercatori e l’1.5% della spesa di ricerca globale, l’Italia ha prodotto il 3.8% degli articoli scientifici del mondo sulle biotecnologie
  • Sono in sviluppo più di 300 prodotti biotech
  • Le imprese del farmaco rappresentano il 90% dell’attività del settore biotech
  • Il 24% degli studi clinici sulle malattie rare e il 30% dei trial su prodotti biotech si svolge in Italia
  • Gli investimenti 2014 in R&S su dispositivi medici hanno raggiunto quota 1.2 mld (+ 21% sul 2010)
    R&S farmaceutico Italia

La ricerca biotecnologica è terza in Europa per numero di imprese e la sua qualità è riconosciuta a livello mondiale ma, come spiega il presidente di Assobiotec, è ancora difficile attrarre investimenti significativi. “L’Italia può e deve diventare l’hub europeo della ricerca clinica” afferma il dg Aifa Luca Pani ma è necessario allineare il livello di competizione a quello europeo sviluppando l’attrattività del settore.

Fonte: Farmindustria, Sole 24 ore

 


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