Responsabilità professionale e sicurezza delle cure

A fine febbraio, è stata approvata la legge 24/2017, dal titolo “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, che introduce importanti novità rispetto ad un tema molto delicato, con l'obiettivo di tutelare, da un lato, il diritto del paziente a ricevere cure adeguate ed essere tutelato in caso di malpractice e, dall'altro, il diritto dei professionisti del settore sanitario di operare in tranquillità, senza il timore costante di ritorsioni legali. Un’indagine del 2010 condotta dall’Ordine dei Medici di Roma rileva che il 78,2% dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato, il 68,9% pensa di avere tre probabilità su dieci di subirne e complessivamente il 65,4 % ritiene di subire una pressione indebita nella pratica clinica quotidiana a causa della possibilità di tale evenienza. 

responsabilità sanitaria e sicurezza delle cure

Ecco, in sintesi, le principali novità introdotte dalla legge Gelli:

- SICUREZZA DELLE CURE. Allo scopo di garantire il diritto del paziente ad essere curato riducendo al minimo i rischi, al Difensore civico provinciale o regionale viene affidato il ruolo di garante della sicurezza del paziente stesso. A lui ci si potrà rivolgere, gratuitamente, per segnalare eventuali episodi di malasanità. Per verificare la fondatezza della segnalazione, il Difensore può acquisire (se necessario, anche in formato digitale) tutta la documentazione sanitaria del paziente chiedendola direttamente al neo-istituito Centro per la gestione del rischio sanitario e della sicurezza del paziente, che ha il compito di raccogliere la storia clinica di tutti i cittadini dalle strutture sanitarie pubbliche e private. 

- RESPONSABILITA' DEL PERSONALE SANITARIO. L’altro pilastro della legge è la revisione della responsabilità professionale. Viene introdotto nel Codice penale un nuovo articolo che esclude la punibilità, nel caso in cui l’evento si sia verificato a causa di imperizia e il professionista abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida validate da società scientifiche accreditate e pubblicate online dall’Istituto Superiore di Sanità. Ciò vale anche in caso di morte del paziente o di lesioni personali. Resta, invece, invariata la responsabilità civile della struttura sanitaria, che è chiamata a rispondere, anche tramite l'assicurazione obbligatoria, dei danni causati al paziente e a dimostrare che non si sia verificato un caso di malasanità. La sottoscrizione della polizza assicurativa diventa obbligatoria sia per i medici che per le strutture (pubbliche e private). Per abbreviare i tempi di risoluzione delle controversie, viene introdotto l'obbligo di provare una conciliazione stragiudiziale prima di proporre in tribunale un caso di responsabilità medica. Chi ha subito un danno può richiedere l'indennizzo diretto sia presso l'ente ospedaliero che presso il medico o, in ultimo, direttamente presso la compagnia assicuratrice della struttura o del professionista. In caso d'insolvenza della compagnia assicuratrice o qualora l'importo del risarcimento superi i massimali previsti dalla polizza, per garantire il diritto del paziente ad un equo indennizzo, questo viene corrisposto dal neo-istituito Fondo di Garanzia

 

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