Rapporto "Ospedali & Salute" 2016: un sistema in deflazione

Il 14° Rapporto annuale "Ospedali & Salute", presentato da AIOP il 12 gennaio scorso, fotografa ed interpreta le tendenze che hanno interessato il sistema sanitatio italiano negli ultimi dodici mesi. 

Il quadro che ne emerge è quello di una sostanziale deflazione di sistema, che investe contemporaneamente più ambiti. 

Innanzitutto, si rileva una deflazione da sottofinanziamento, in atto da anni, com'è evidente se si considera la spesa pubblica destinata alla salute nel quadriennio 2011-2014: in Italia, questa si è prima contratta, per poi bloccarsi al 6,8% del PIL, mentre quella ospedaliera pubblica e accreditata, nello stesso arco temporale, si attesta al 3,9% del PIL. Nello stesso periodo, gli altri Paesi del G7 evidenziano un trend opposto, passando, rispettivamente, dal 7,9% all'8,2% nel primo caso e dal 4,1% al 3,5% nel secondo. Va tenuto presente che il PIL italiano è tornato leggermente positivo solo nel 2015, per cui il rapporto tra la spesa sanitaria e il PIL, dal 2012 al 2014, è stato calcolato su una base sostanzialmente decrescente. Inoltre, tra 2010 e 2014, nel nostro Paese, la spesa sanitaria e quella ospedaliera pubblica (a prezzi costanti) sono diminuite rispettivamente del 3,7% e del 4,1%. 

Un altro fattore scatenante della deflazione è l'inefficienza della "macchina" ospedaliera pubblicaincapace di riorganizzare in un'ottica di maggiore efficienza le proprie attuali modalità organizzative e gestionali. Qualora vi riuscisse, si renderebbero disponibili risorse finanziarie impiegabili per migliorare le strutture, le attrezzature e il servizio erogato agli utenti. In particolare, il rapporto di quest'anno analizza i sovraricavi legati alle attività "a funzione"che risultano compresi tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro per le Aziende Ospedaliere e tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro per gli Ospedali a gestione diretta, per un valore complessivo che oscilla tra i 2,7 e i 3,2 miliardi di euro.

sanità pubblica


La mancanza di efficienza, a sua volta, determina una deflazione dovuta al trasferimento di oneri economici e normativi sulle strutture ospedaliere private accreditate. Nel quinquennio 2010-2014, la spesa ospedaliera riconosciuta alle strutture private accreditate si è contratta del 9,4%, contro il -4,1% delle strutture ospedaliere pubbliche. Inoltre, le strutture private accreditate, complessivamente, assorbono il 13,8% della spesa ospedaliera pubblica totale, contro l'86,2% delle strutture pubbliche. Eppure, le strutture accreditate, con quella percentuale, riescono a fornire più del 28% delle giornate di degenza complessive, grazie ad una maggiore efficienza. Ma non è tutto: in percentuale, le strutture accreditate erogano un maggior numero di prestazioni complesse, rispetto a quelle pubbliche (rispettivamente, il 17,5% contro il 13,9%).

Non va dimenticata, infine, la deflazione determinata dal razionamento dei servizi offerti dalle strutture ospedaliere pubbliche, derivante dai vari provvedimenti di spending review emanati in questi anni, che si sono tradotti, a loro volta, nella riduzione e nel progressivo peggioramento dei servizi erogati ai pazienti. Per fare qualche esempio, tra 2009 e 2014, si sono ridotti posti letto (-9,2%), ricoveri (-18,3%), giornate di degenza (-14%), nonché il personale (diminuito del 9% tra il 2010 e il 2013). Parallelamente, sono aumentati gli oneri a carico dei pazienti, con i ticket per le prestazioni cresciuti di oltre il 40%, quelli per le visite intramoenia a pagamento del 21,9% e quelli dei ticket per i farmaci addirittura del 76,7%. Ciò contribuisce ad acuire la sensazione di un progressivo deterioramento del Sistema Sanitario Nazionale e, di conseguenza, fa sì che si cerchino soluzioni alternative presso le strutture sanitarie private, accreditate e non. Anche per effetto di questa tendenza, si registra un incremento della percentuale di famiglie italiane che hanno rimandato o rinunciato del tutto ad una o più prestazioni sanitarie (il 16,2% nel primo caso e il 10,9 nel secondo).

sanità privata

Si rende, quindi, necessario ripensare urgentemente il Sistema Sanitario Nazionale, in un'ottica di ottimizzazione delle risorse disponibili, allo scopo di rispondere nel modo più efficiente possibile alle esigenze dei pazienti, pur tenendo conto delle difficoltà e delle differenze innegabili tra le varie strutture ospedaliere. Da questo punto di vista, sarebbe auspicabile la promozione di un nuovo sistema di welfare, nel quale convergano fondi pubblici e coperture assicurative private, per migliorare l'equilibrio tra la domanda crescente di servizi sanitari e la possibilità di dare ad essa risposte eque e solidali.

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