I prezzi dei servizi sanitari nel mondo nello studio OCSE

I servizi sanitari rappresentano una quota ampia e in crescita della produzione e delle spese, ma la spesa pro capite varia notevolmente da Paese a Paese. Per capire se tali differenze sono dovute a più servizi consumati o se riflettono differenze di prezzo dei servizi, due ricercatori OCSE, Luca Lorenzoni e Francette Koechlin, hanno analizzato e messo a confronto i prezzi per l'acquisto dei servizi sanitari, a parità di potere d'acquisto, nei Paesi appartenenti all'OCSE. Sono stati analizzati, in particolare, tre indicatori: il livello dei prezzi per l'acquisto dei servizi ospedalieri, il livello dei prezzi complessivi nel campo dei servizi sanitari e il rapporto tra spesa sanitaria pro capite e potere d'acquisto nazionale

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Per esempio, analizzando il livello dei prezzi di acquisto dei servizi ospedalieri per il 2014, si vede che a fronte di un costo medio OCSE pari a 100, l’equivalente costa il 7% in più in Olanda e il 26% in più in Canada. L'Ungheria e la Lettonia hanno livelli di prezzo rispettivamente pari al 18% e al 22% rispetto al valore 100 della media OCSE, mentre in Svizzera i servizi ospedalieri sono valutati al 192% della media dell'OCSE. Tali differenze possono dipendere da differenze nei beni e servizi o nelle tipologie di cura o anche da un mix di entrambi

Lo studio punta a far luce sui recenti progressi della metodologia per abbattere la spesa ospedaliera nei suoi componenti di prezzo e volume. Inoltre, dimostra che i livelli di prezzo specifici per la salute sono importanti per spiegare le differenze di volumi di assistenza sanitaria pro capite in tutti i Paesi. 

Gli autori dello studio hanno lavorato a parità di potere di acquisto (PPP), vale a dire dei tassi di conversione che mostrano Il rapporto tra i prezzi delle monete nazionali per beni e servizi in diversi paesi. Quando i servizi sono forniti da un produttore non di mercato (es. il Governo centrale), in genere, i prezzi al pubblico sono inferiori rispetto a quando sono forniti da un produttore di mercato. 

In generale, si possono individuare tre gruppi di paesi OCSE: sette con una percentuale, sempre rispetto all’OCSE uguale  a 100, sotto 40; 18 paesi tra 40 -110 e dieci paesi oltre 110, tra cui Svizzera, Norvegia, Lussemburgo e Stati Uniti. I livelli dei prezzi dell'ospedale tendono a correlarsi con il benessere delle famiglie: gli ospedali dei paesi più ricchi hanno generalmente livelli di prezzo più alti di quelli più poveri. La correlazione non è tuttavia perfetta: ad esempio, il livello dei prezzi ospedalieri in Svizzera è il doppio rispetto al livello osservato Germania, per livelli di consumo comparabili.

In media, i Paesi OCSE spendono circa il 30% delle spese sanitarie per i servizi ospedalieri.  I prezzi generali della salute sono fortemente dipendenti e correlati ai risultati degli ospedali. Ma, se si considerano prodotti come quelli farmaceutici e apparecchi medicali, la variazione è leggermente inferiore. Infine, c’è differenza tra gli stati se si confrontano i prezzi in PPP e si paragonano con la situazione di benessere della popolazione (GDP PPPs). 

In base ai dati dell'analisi, in Italia i costi ospedalieri risultano al di sotto della media OCSE: 81 contro 100. Invece, valutando l'insieme dei prezzi dei servizi e beni sanitari, l'Italia si pone leggermente sopra la media OCSE con un indice di 104. Infine, considerando il rapporto tra il livello di spesa sanitraia pro capite e il potere d'acquisto del singolo Paese, si conferma per l'Italia una spesa sanitaria pro capite più bassa della media OCSE di circa 25 punti percentuali, con un livello di spesa che risulta essere anche più basso rispetto al nostro potere d'acquisto. 

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