Un nuovo approccio all'incontinenza urinaria

Uno studio di Senior Italia Federanziani e CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria e Sociale) Bocconi analizza le modalità con cui, oggi, il Sistema Sanitario italiano affronta il problema dell'incontinenza urinaria, che, oggi, secondo le stime, riguarda più di 4.5 milioni di persone (in maggioranza, donne) e, dato il costante invecchiamento della popolazione, è destinato a diventare sempre più comune. Il Servizio Sanitario Nazionale eroga il 66% degli ausili assorbenti complessivamente scambiati sul mercato, con un investimento di 355,1 milioni di euro (pari al 56% della spesa totale); la spesa out of pocket, invece, corrispondente al 44% del totale della spesa per ausili assorbenti, ammonta a 283,1 milioni di euro.

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Credits immagine:ploutarxina / 123RF Archivio Fotografico

L'analisi condotta ai fini dello studio non si sofferma solo sugli aspetti quantitativi del problema incontinenza, ma ne considera anche gli "effetti collaterali", a partire dalle ricadute a livello psicologico su chi ne soffre e sulla sua vita sociale. Non va dimenticato, inoltre, che, come emerge dallo studio stesso, con l'avanzare dell'età, è sempre più frequente che la persona incontinente presenti anche altre patologie che la rendono non-autosufficiente, facendo sì che siano, spesso, i suoi familiari a doversi far carico anche della gestione dell'incontinenza stessa. 

Dallo studio emergono varie criticità nella gestione dell'incontinenza da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Innanzitutto, manca un modello univoco, che garantisca una gestione omogenea, non solo a livello nazionale, ma, spesso, anche all'interno della stessa regione. Ciò implica che non sia possibile garantire ovunque non solo le medesime modalità, ma neanche gli standard qualitativi, né la possibilità, per l'assistito, di scegliere l'ausilio più adatto alle proprie esigenze individuali. Di conseguenza, accade spesso che il paziente incontinente (o chi per lui) si rivolga altrove, per trovare ausili qualitativamente migliori e più adatti alle sue esigenze. 

Si rende, quindi, necessario pensare ad un nuovo modello di gestione dell'incontinenza, comune a tutte le regioni, in grado di garantire i medesimi livelli di servizio, e i relativi standard qualitativi. Inoltre, un altro elemento importante è la personalizzazione: ciascun individuo ha le proprie esigenze specifiche e ha diritto di avere una risposta adeguata ad esse. Non ultimo, è importante semplificare tutto il processo, in modo da renderlo più efficiente anche sul piano dei costi. 

Il modello proposto individua nell’Accreditamento di più produttori di ausili per incontinenza secondo criteri generali, speciali e qualitativi (accordo quadro) il processo di accreditamento ottimale per definire soggetti idonei e segnala la necessità di definire ex-ante un prezzo degli ausili, specifico per il SSN, assegnando un budget individuale al paziente corrispondente al livello di gravità della sua condizione (a differenza dell’attuale sistema, spesso caratterizzato da un tetto di spesa indistinto, a prescindere dalle condizioni dell’assistito).