Gruppi di acquisto: i casi di successo in sanità privata

Negli ultimi anni, la crisi economica e i conseguenti tagli apportati dal Governo al budget previsto per il sistema sanitario, hanno portato alla necessità di riorganizzare i processi interni delle diverse strutture sanitarie per ottimizzare la spesa e minimizzare gli sprechi.

Il processo di acquisto, in particolare, è stata la funzione che per prima è stata oggetto della sperimentazione di forme di collaborazione per gli acquisti.

Attualmente, il settore pubblico rappresenta l’ambito nel quale sono più diffuse le unioni d'acquisto. La prima iniziativa di unione d’acquisto nel settore pubblico arriva da oltreoceano: si tratta dell’americana E&I Cooperative Service, che include attualmente più di 200 enti pubblici. In particolare il sistema sanitario costituisce quello con maggiori iniziative [negli USA si stima che circa il 70% degli acquisti sia effettuato attraverso forme di acquisto consortili/cooperative (Muse & Associates, 2000)].

Grazie ad uno studio effettuato in Canada, Stati Uniti e Regno Unito, sono state individuate cinque tipologie di unioni d’acquisto:

  • local network, basati su relazioni informali fra due o più organizzazioni, che operano in prossimità geografica, con l’obiettivo di ottenere una riduzione nei prezzi di acquisto, condividere alcune informazioni e, in alcuni casi, condividere le risorse;
  • voluntary cooperative, sia informali che strutturate, in cui è presente un’alta condivisione delle informazioni e una suddivisione del lavoro fra i vari membri, uno dei quali opera in qualità di lead agent” con la funzione di gestire le procedure e i contratti;
  • regional purchasing agency, un’autorità centralizzata che opera per differenti enti governativi;
  • member-owned service bureau, un’entità separata nel quale sono rappresentati tutti i membri, che opera con il personale proveniente dalle organizzazioni che la compongono;
  • for-profit enterprise, un’impresa separata che offre i propri servizi dietro pagamento di una commissione.

I Gruppi di acquisto portano diversi vantaggi alle strutture sanitarie che decidono di parteciparvi. Primo fra tutti, l'essere più interessanti agli occhi del fornitore: attraverso i gruppi di acquisto, infatti, è possibile unire la propria domanda a quella di altre strutture sanitarie e richiedere, dunque, una quantità di prodotto superiore rispetto a quella che si potrebbe acquistare singolarmente.

I vantaggi derivanti dalle unioni d'acquisto sono molteplici:

  • Riduzione dei costi di acquisto
  • Riduzione dei costi di transazione
  • Riduzione del personale dedicato alla funzione
  • Specializzazione personale dedicato alla funzione
  • Maggiore potere contrattuale
  • Migliore standardizzazione ed efficienza del processo di acquisto
  • Migliore gestione rapporti con i fornitori
  • Impatti sulla struttura dell’offerta

Alla base del ricorso ai Gruppi di acquisto sta quindi la possibilità di ottenere prezzi più vantaggiosi in funzione dell’aumento dei volumi acquistati. Le aggregazioni d’acquisto consistono nel raggruppamento di strutture sanitarie omogenee per tipologia o settore, che sfruttano l’aumento del potere d’acquisto per ottenere vantaggi economici nell’approvvigionamento.

È possibile guardare ad America, Svizzera, Regno Unito o Francia come esempi vincenti di Gruppi di acquisto finalizzati a ridurre la spesa sanitaria per l’acquisto di beni e servizi. Si tratta di iniziative che vantano un radicamento profondo nei sistemi sanitari dei diversi Paesi e che stanno evolvendo verso assetti istituzionali ed organizzativi in grado di coniugare la pressione al contenimento della spesa che grava a livello di sistema sanitario pubblico, con livelli crescenti di autonomia e responsabilizzazione per le strutture sanitarie erogatrici dei servizi ai pazienti.

Nel nostro Paese, questa tipologia di approvvigionamento è già gestita a livello statale attraverso le gare di appalto che vengono organizzate da Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana).

Diverso è, invece, il discorso per il mondo della sanità privata: soprattutto per le strutture medio-piccole, spesso manca un organo di coordinamento che possa costituire e regolare i gruppi di acquisto. Perché l’acquisto sia efficace è, infatti, necessario un ente che raccolga le richieste di prodotto delle strutture partecipanti e negozi per conto loro le condizioni di acquisto più vantaggiose, in termini di prezzo e qualità di prodotto, con i fornitori di beni medicali, non medicali e servizi.

Fonte: 15° Convegno Annuale AIES

 


Vedi anche:

Resta aggiornato
sulle novità di GtGprivatecare

Incontinenza-urinaria

 

Le 5 cose da sapere sull'incontinenza urinaria

 Follow us on Google+Follow us on LinkedinFollow us on twitterFollow us on facebook

catena del farmaco

 

Acquisto del farmaco: il funzionamento della filiera in Italia

 Rapporto Oasi 2015

Rapporto Oasi 2015: gli ultimi dati sulla spesa sanitaria italiana