Aumentano le cure della sanità privata complice la sanità integrativa. SSN in crisi

 

Il nostro Sistema Sanitario Nazionale non gode di buona salute. Ancora una volta ne è arrivata la conferma dalla ricerca Censis-RBM Salute presentata pochi giorni fa a Roma in occasione del VI Welfare Day.

Il 45.1% degli italiani crede che la qualità del SSN nella propria regione sia peggiorata negli ultimi due anni, è rimasto inalterato per il 41.4% della popolazione e solo il 13.5% ha visto un miglioramento. Il 52% degli italiani considera inadeguato il servizio sanitario della propria regione (la percentuale sale al 68,9% nel Mezzogiorno e al 56,1% al Centro, mentre scende al 41,3% al Nord-Ovest e al 32,8% al Nord-Est).

Mors tua, vita mea potrebbe affermare invece la sanità privata che vede un conseguente aumento di cittadini affidarsi alle sue cure. Emerge però un altro dato poco rassicurante: anche la cosiddetta sanità negata è in aumento.

La spesa sanitaria privata ha raggiunto il 34.5 miliardi di euro con un incremento in termini reali del 3.2% dal 2013 al 2015. Una crescita notevole se consideriamo che la spesa per i consumi, nello stesso periodo, è aumentata solo del 1.7%.

L’Ad di Rbm Assicurazione Salute sottolinea che sono 10,2 milioni gli italiani che fanno un maggiore ricorso alla sanità privata rispetto al passato, e di questi il 72,6% a causa delle liste d'attesa che nel servizio sanitario pubblico si allungano. Il 30.2% dei cittadini inoltre ha deciso di affidarsi alla sanità a pagamento anche perché gli ambulatori e studi medici sono aperti anche al pomeriggio, il sabato o nel weekend.

La Sanità negata è ancora in crescita. Pagare per le prestazioni sanitarie è diventato quindi un gesto quotidiano ma solo per chi ha disponibilità monetaria. Nel 2016 sono 11 milioni (2 milioni in più rispetto al 2012) gli italiani che hanno dovuto rinunciare alle prestazioni sanitarie non potendo affrontare la spesa di tasca propria, in particolare 2.4 milioni di anziani e 2.2 milioni di millennials.

Sanità integrativa: non deve essere più un privilegio. Le agevolazioni fiscali per tutte le forme si sanità integrativa dovrebbero essere riviste in modo da assicurare quelle prestazioni oggi pagate dai cittadini di tasca propria. Le facilitazioni è diventata ormai un’esigenza per tutti i cittadini, non può più essere un benefit solo per i lavoratori dipendenti.

Oggi chi ha una polizza assicurativa per la salute ha deciso di aderire perché risparmia rispetto a pagare di tasca propria (31% delle persone) o perché la copertura è applicabile a tutta la famiglia (25%).

L’ampliamento della sanità integrativa avrebbe benefici anche sul SSN. Potendo usufruire maggiormente delle strutture private, si accorcerebbero i tempi di attesa nel pubblico. Se la sanità integrativa riuscisse ad attrarre i 26 milioni di persone che si dicono favorevoli alla sottoscrizione di polizze, si avrebbero circa 15 miliardi di euro annui per la salute.

Fonte: Censis

 


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